spinelloIn vista della discussione del disegno di legge sulla legalizzazione dell’uso della cannabis, prevista per l’autunno, sui giornali nazionali si è aperto un serrato dibattito sui pro e contro questa iniziativa.

Nella maggior parte dei casi gli intervistati si dichiarano favorevoli alla proposta di legge in base a considerazioni di presa d’atto della realtà (“tutti i giovani lo fanno”), di contrasto alla criminalità organizzata e perfino di “convenienza economica” per lo stato. Nessuno sembra porsi il problema in termini di salute pubblica, in particolare di salute mentale. Come ho già scritto su questo sito, decenni di ricerca scientifica dimostrano che l‘uso di cannabis può slatentizzare , in persone predisposte, diverse patologie psichiatriche dal disturbo di panico alle psicosi e che questo richio è più alto nei giovanissimi e in coloro che ne fanno uso continuativo.

Ho letto quindi con piacere ieri sul Corriere della Sera l’intervista rilasciata dal ministro della Slaute che con chiarezza solleva questi problemi e propone una campagna sulle conseguenze delle droghe, alcol e cannabis compresi, diretta ai più giovani e che coinvolga scuole e famiglie. Come non essere d’accordo con il messaggio del ministro Lorenzin “Non c’è bisogno della bottiglia per innamorarsi. Né della cannabis per ballare freneticamente in discoteca. C’è una vita piena di sole oltre la plastica delle droghe”?