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Depressione post-partum: come prevenirla?

Le linee guida sulla prevenzione della depressione negli adulti includono le donne che aspettano un figlio e invitano a valutare, già durante la gravidanza, il rischio di sviluppare un episodio depressivo.

Circa il 13% delle donne in gravidanza ha la probabilità di sviluppare una depressione dopo il part0 (depressione post-partum). È un dato antico come il mondo che i moderni contesti sociali occidentali hanno solo reso più evidente. Quando la quotidianità di una neomamma avveniva in contesti familiari più “affollati”, il maggiore sostegno pratico e emotivo garantito dalla presenza di altre figure femminili rappresentava un fattore protettivo. Un eventuale episodio di depressione post-partum era quindi meno esposto a fattori aggravanti come la stanchezza, la mancanza di sonno e la sensazione di solitudine.

L’organizzazione americana indipendente US Preventive Services Task Force, che si occupa di prevenzione, include tra gli screening da effettuare durante la gravidanza anche un’indagine sul rischio di sviluppare un episodio depressivo. Il suggerimento nasce da evidenze scientifiche che dimostrano quanto una depressione non trattata possa avere conseguenze negative sul benessere del bambino e della mamma.

Gli aspetti da tenere sotto osservazione sono:

  • l’aver già sofferto di depressione in passato;
  • la familiarità per disturbi depressivi;
  • lo stato emotivo della donna.

In molti casi, infatti, la depressione post-partum può mostrare i primi segni già durante la gravidanza. Secondo le linee guida, l’evidenza di una maggiore probabilità di sviluppare un episodio depressivo in gravidanza deve far scattare l’avvio precoce di aiuto alla neomamma, o di trattamenti adeguati come un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale o, nei casi più gravi, una terapia farmacologica.

E’ un invito importante sia per le donne in gravidanza sia per chi è con loro. Non sottovalutate i primi segni di depressione e chiedete un aiuto per il benessere vostro e del bambino.

 

Autore: Antonio Tundo