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Dalla mindfulness un aiuto per i caregiver

“Chi assiste gli assistenti”. Un interessante articolo, pubblicato su Mente & Cervello di gennaio 2017, evidenzia un altro ambito in cui la mindfulness può essere d’aiuto, quello dei familiari.

“Chi assiste gli assistenti?” questo il titolo di un interessante articolo di Francine Russo comparso sul numero di gennaio 2017 di Mente & Cervello relativo ad un tema che, grazie ai progressi scientifici e al conseguente aumento dell’età media, riguarda ormai molti di noi. Parlo della condizione di “caregiver” cioè di quelle persone che si occupano di un familiare non autonomo per motivi di età o perché affetto da una patologia cronica, fisica o psichica.

L’allungamento della vita e la cronicizzazione di malattie un tempo mortali sono traguardi sicuramente positivi ma non esenti da costi, economici, organizzativi ed emotivi che possono rendere l’esperienza di accudimento impegnativa o, talvolta, fortemente stressante.
Non mi ha sorpreso che nell’articolo tra i “Consigli utili” si parli anche di programmi per la riduzione dello stress basati sulla mindfulness. Molti studi scientifici confermano infatti l’utilità della mindfulness come fattore protettivo per il livello di qualità di vita dei caregiver.

Io stessa come “assistente” ho apprezzato, e continuo ad apprezzare, i tanti benefici derivanti dalla regolare pratica di consapevolezza.
Innanzitutto per la migliore capacità di vivere momento per momento che da un lato mi sostiene nelle situazioni più complicate e faticose dall’altro mi aiuta a godere a pieno dei momenti meno dolorosi e faticosi.
Poi nell’accettare i momenti difficili cioè nel prenderne atto e osservarli per ciò che sono realmente, premessa essenziale per capire quale sia il modo migliore di gestirli.
Infine, nel trovare oasi di riposo, anche nei momenti peggiori, grazie alla compagnia del mio respiro che aiutandomi a ritrovare stabilità mi rende meno reattiva e più presente alle esigenze dell’altro e mie.

E così come nelle comunicazioni prima del decollo gli assistenti di volo raccomandano ai passeggeri, in caso di emergenza, di indossare per primi la maschera d’ossigeno per poi occuparsi dei bambini o di chi ha bisogno di assistenza, l’invito della mindfulness è di prendersi cura di se stessi per poter aiutare meglio chi ne ha bisogno.

Lo spiega bene Marco Cattaneo, direttore di Mente & Cervello nel suo editoriale del numero di gennaio “Mi sono ritrovato a essere un caregiver. Nulla di più lontano dalla mia vita personale e professionale…Ho dovuto imparare una pazienza che non mi conoscevo. Eppure, inaspettatamente, mi riesce.”

Autore: Roberta Necci