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Una storia di depressione dal mondo della musica

Di pochi giorni fa l’intervista del Corriere della Sera al rapper Ghemon che racconta la sua esperienza con la depressione. Un colpo ai pregiudizi.

Una testimonianza importante che conferma le parole di Indro Montanelli, conoscitore da vicino della depressione per averne sofferto fin da giovane: “E’ un disturbo molto democratico, può colpire chiunque”.
Oltre ad essere molto democratica la depressione è un disturbo molto diffuso e si stima che circa sei milioni di italiani ne soffrano durante la vita. Di questi sei milioni la percentuale di chi arriva ad una diagnosi corretta e ad una cura appropriata entro un anno è inferiore al 50%  e, tra coloro che ricevono le terapie corrette, l’adesione ai trattamenti farmacologici e/o psicologici è spesso parziale a causa dei pregiudizi che giocano una parte rilevante.

La depressione è un disturbo che rende le persone inaffidabili”, “Le cure cambiano il carattere”, “Gli antidepressivi danno dipendenza e indeboliscono le capacità mentali”.

Questo è lo stigma. Quell’insieme di pregiudizi che porta le persone a non chiedere aiuto, a non curarsi, a tenere nascosta la propria condizione aggiungendo alla sofferenza della depressione o dell’ansia un’altra sofferenza quella derivante dalla vergogna, dalla fatica a nascondere. Sono tante le campagne di istituzioni e associazioni di volontariato per contrastare i pregiudizi e se a queste si aggiungono le testimonianze di persone note al grande pubblico, persone di successo a cui “non manca nulla”, chi soffre di depressione troverà più facilmente la strada giusta per chiedere aiuto.

Benvenute siano quindi le parole di Ghemon, ogni volta che una persona di successo parla apertamente della propria depressione rende un grande servizio a chi ne soffre.

 

Autore: Roberta Necci