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Quanto dura la cura? I disturbi dell’umore e la schizofrenia, seconda parte

Depressione, disturbi bipolari e schizofrenia, quanto dura la terapia?

Dopo la premessa generale e le informazioni sulla durata delle cure dei disturbi d’ansia, passo ora alle previsioni possibili per i disturbi dell’umore (depressione e disturbi bipolari) e per la schizofrenia.

Ritengo indispensabile una premessa: si tratta di patologie che possono presentarsi con diversi livelli di gravità, che hanno un alto rischio di ricadute e che non solo creano grande sofferenza personale ma condizionano pesantemente la vita sociale, lavorativa e familiare. Nella gestione delle terapie e della loro durata è quindi fondamentale tenere conto di tutti questi aspetti.

Iniziamo dalla depressione. Se si tratta di un primo episodio depressivo o di una depressione sporadica, se cioè in passato ci sono stati pochi episodi depressivi separati da molti anni di benessere, la durata prevedibile del trattamento farmacologico è di 7-10 mesi che comprende il tempo necessario per uscire dalla fase acuta (da 1 a 4 mesi) e quello per consolidare il benessere (6 mesi). Associare ai farmaci una psicoterapia cognitivo comportamentale (anche basata sulla mindfulness) può ridurre il rischio di ricadute.

Se si tratta invece di una depressione ricorrente, se cioè gli episodi sono stati molti o ravvicinati nel tempo, oltre alla cura dello stato acuto è necessario considerare un trattamento più lungo, “terapia preventiva”, che ha l’obiettivo di prevenire le ricadute. Nelle forme più gravi o quando ci sono stati tentativi di suicidio questo trattamento può essere anche a tempo indeterminato.
Durante la terapia preventiva, e anche se la persona sta bene da molto tempo, è fondamentale non ridurre il dosaggio dei farmaci. I dati scientifici riportano infatti che una diminuzione della cura farebbe venire meno l’effetto protettivo verso le ricadute.

Per chi soffre di un disturbo bipolare è indispensabile un trattamento a lungo termine perché questo disturbo, in assenza di cure, tende facilmente a ripresentarsi e ogni ricaduta riduce la risposta alle cure e aumenta il rischio di ulteriori episodi.
Nella maggior parte dei casi la durata della terapia è quindi a tempo indeterminato anche se in situazioni ben selezionate è possibile limitarla ai soli stabilizzatori dell’umore e, eccezionalmente, sospenderla dopo molti anni di benessere.

Un trattamento a tempo indeterminato è previsto anche per la maggior parte delle persone che soffrono di schizofrenia. Le ragioni risiedono nella particolare gravità del disturbo e nella facilità con cui si riattiva in assenza di una terapia di mantenimento.
Persino in questa patologia, in casi molto particolari, è tuttavia possibile valutare un’eventuale riduzione e/o sospensione della cura dopo 2 anni di benessere, se si è trattato di un primo episodio non grave, e dopo 5 anni di benessere se in passato ci sono stati pochi episodi non gravi.

 

Ricordiamo che le informazioni fornite hanno natura generale e sono pubblicate con finalità puramente divulgative. La durata della cura nel singolo caso può essere stabilita esclusivamente dal medico che l’ha prescritta.

 

 

Autore: Antonio Tundo