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30 marzo, #WorldBipolarDay, la giornata mondiale del Disturbo Bipolare

I disturbi bipolari, una galassia ancora non del tutto esplorata che solo la ricerca clinica può aiutare a conoscere.

Ogni anno il 30 marzo, in coincidenza con il giorno di nascita di Vincent Van Gogh, ricorre il #WorldBipolarDay, la giornata mondiale dei Disturbi Bipolari di cui il grande e tormentato pittore olandese sembra soffrisse.  La ricorrenza, organizzata da importanti associazioni scientifiche internazionali, è diventata una preziosa occasione per accendere i riflettori su una delle più enigmatiche patologie psichiatriche tanto complessa da essere spesso, ancora oggi, erroneamente diagnosticata e trattata a volte come “semplice” depressione, altre volte come un disturbo schizofrenico. Gran parte della confusione deriva dal fatto che in realtà non esiste un unico disturbo bipolare ma diversi sottotipi per identificare i quali è necessaria una specifica competenza e una lunga esperienza.

E così, accanto alle forme classiche (disturbo bipolare I e II), oggi si distinguono anche altri sottotipi in base a:

  • la polarità di esordio (il disturbo inizia con una fase depressiva o con una fase di euforia o eccitamento?)
  • la polarità prevalente (il disturbo si manifesta con una maggiore tendenza a ricadute depressive o a ricadute maniacali?)
  • il tipo di evoluzione nel tempo (come si alternano gli episodi depressivi o maniacali? C’è un periodo di benessere tra gli uni e gli altri, e quanto è lungo?)

Una diagnosi più precisa, che prenda in considerazione tutte queste variabili, è fondamentale perché permette al clinico di fare una previsione (tecnicamente “prognosi)” su quale evoluzione potrebbe avere la patologia nel singolo caso e, soprattutto, su quali cure a breve e a lungo termine sono più utili in quel caso specifico e quanto tempo è necessario attendere per valutare la risposta.

I disturbi bipolari rimangono una galassia ancora non del tutto esplorata e non a caso in precedenza ho utilizzato l’aggettivo “enigmatico” per definirli.  La risposta ai tanti interrogativi ancora aperti non può che arrivare dalla ricerca clinica, su cui l’Istituto di Psicopatologia è da anni impegnato, e con le risposte anche la possibilità di alleviare la sofferenza di chi soffre di queste patologie e dei loro familiari.

Come in passato l’Istituto di Psicopatologia aderisce a questa iniziativa con una sintesi aggiornata dei materiali informativi che riguardano il Disturbo Bipolare

Disturbo bipolare. Di cosa si tratta?
Come periodi di benessere, fasi depressive e fasi eccitative si alternano in un disturbo che si manifesta in tanti modi diversi.

Disturbo bipolare: l’importanza di prevenire le ricadute.
Il trattamento di questo disturbo deve pensare al presente ma anche al futuro

Disturbi Bipolari. Migliorare la risposta alle cure, si può.
Conoscere e identificare i vari sottotipi di Disturbo Bipolare, i primi passi per una terapia più efficace.

Come aiutare chi soffre di disturbo bipolare?
Suggerimenti che derivano dalla nostra esperienza diretta con questo tipo di pazienti e da quella dei loro familiari che ci riportano quotidianamente i loro problemi e le soluzioni trovate.

Voglio una vita più regolata.
Semplici attenzioni potrebbero essere determinanti nel prevenire la comparsa di disturbi bipolari

Gruppi di Auto Aiuto per chi soffre di disturbi dell’umore.
L’importanza del sostegno sociale.

Abbiamo letto: Marbles. Di Ellen Furney
Una storia a fumetti sul Disturbo Bipolare che descrive con sorprendente immediatezza tutti gli aspetti di una condizione di grande sofferenza.

Abbiamo letto: La mia ciclotimia ha la coda rossa. Di Lou Lubie
Il disturbo ciclotimico, un sottotipo di disturbo bipolare, raccontato in una graphic novel.

Ciclicità Continua
Uno studio dell’Istituto di Psicopatologia su una complessa forma di Disturbo Bipolare.

Disturbi Bipolari e prevenzione delle ricadute
Uno studio condotto dall’Istituto diPsicopatologia insieme all’Università di Pisa sul trattamento preventivo in pazienti con disturbo bipolare.

Disturbi Bipolari e polarità di esordio
Uno studio condotto dall’Istituto diPsicopatologia insieme all’Università di Pisa su come l’episodio di esordio, ed in particolare la depressione mista, può condizionare l’evoluzione e la risposta alle cure dei Disturbi Bipolari.

 

Autore: Antonio Tundo